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    La goccia che costruisce (classi 4e A/B/C)

    La visita guidata al bosco di S. Agostino è stata per gli alunni della 4^B un’esperienza interessante e coinvolgente. Hanno potuto apprezzare direttamente la fauna e la flora del bosco e osservare il fenomeno del carsismo tanto diffuso nella nostra regione.

    Di seguito il testo collettivo, svolto dagli alunni della 4a A: Francesca Pia Abruzzese, Francesco Pio Tassagna, Giannalisa Zingaro, Giorgio Sannoner, Mariapia Ziccolella, Mariastella Vurchio, Sonia Mastropasqua

    “Oggi 19 marzo 2018, noi alunni della 4° A, accompagnati dalle maestre Gina e Antonia, ci siamo recati al boschetto di Sant’Agostino per concludere il progetto “La goccia che costruisce”. La zona del boschetto è molto conosciuta da noi andriesi perché offre la possibilità, a chi non ha una campagna propria, di fare dei pic nic e di godersi le belle giornate di sole.n Questa avventura è stata sviluppata dagli esperti dell’Associazione dell’Alta Murgia per comprendere i fenomeni carsici. Il carsismo è un’attività chimica esercitata dall’acqua piovana ricca di anidride carbonica atmosferica che, scioglie e sgretola la roccia calcarea dando origine a vere e proprie sculture naturali.

    Il nostro accompagnatore si chiama Sandro ed è un geologo. Appena giunti al boschetto ci siamo recati in un bosco di querce autoctono, cioè spontaneo. Sandro ci ha spiegato che gli alberi che vedevamo alla nostra destra erano più vecchi, più o meno seicento anni, mentre quelli alla nostra sinistra erano quelli più giovani, circa, sessanta/settanta anni. Il signor Sandro ci ha mostrato un esperimento su una roccia per verificare se era calcarea. Utilizzando dell’acido, abbiamo notato che nella reazione si creavano alcune bollicine, quindi la roccia era calcarea. Ci ha anche spiegato che molti anni fa l’uomo costruiva oggetti solo con elementi naturali come per esempio la ginestra, verde con sfumature rosse e bianche, utilizzata per fabbricare scope; la galla, di forma circolare e violetta, che era una malattia dell’albero ed era utilizzata al posto dell’inchiostro nero. La scilla, radice tossica, estratta ed utilizzata come veleno per topi. Adesso, purtroppo, all’uomo non basta più la natura così com’è, anzi la sta distruggendo inquinando l’ambiente. Abbiamo notato, infatti, carcasse di auto rubate, lattine, bottiglie di plastica, resti di pranzi o scampagnate, tutte cose che apportano un gravissimo danno alla natura.

    Mentre continuavamo la nostra passeggiata all’interno del boschetto, abbiamo avuto modo di notare tutte le rocce carsiche che si sono create durante gli anni. Poi, nel terreno, abbiamo notato dei solchi. Sandro prontamente ci ha spiegato che forse un cinghiale aveva scavato alla ricerca di cibo. Il boschetto è anche abitato e frequentato da lupi che si nutrono di cinghiali di cui il territorio è pieno. Abbiamo compreso che è sbagliato vedere il lupo come un nemico, al contrario, i lupi aiutano ad equilibrare l’ambiente, servono ad eliminare i troppi cinghiali. Il lupo è importante per la catena alimentare. Se venisse ucciso si spezzerebbe l’equilibrio. Abbiamo anche trovato un buco nel terreno che in tutta probabilità era la tana di una volpe, che, forse disturbata, ha cercato un altro posto dove vivere.

    Durante tutto il viaggio abbiamo attraversato una grande distesa erbosa con fiori di tutti i colori: bianchi, violetto, arancioni, rosa, rossi, una vera meraviglia! Ci ha mostrato tantissime piante selvatiche come l’orzo selvatico, di un colore verde particolarissimo, gli anemoni, la lenticchia, lo zafferanello, gli asparagi, i lampascioni, la rapetta, poi, tantissime piante aromatiche come la mentuccia, il timo, l’iris selvatico. Dopo ci ha mostrato il cardo (parente del carciofo), fiore spinoso utilizzato dai pastori per pettinare il pelo delle pecore.

    Nel tragitto abbiamo visto delle rocce che brillavano, sicuramente contenevano calcite Un minerale è  allo stato solido, di origine naturale, con una composizione chimica ben definita ed una struttura cristallina. Sandro ci ha suggerito di bagnare la roccia con l’acqua così avrebbe brillato ancora di più. Il terreno era sempre roccioso, ma è stato molto bello percorrerlo.

    Sentirsi un tutt’uno con la natura i suoi colori e i suoi odori è stata un’esperienza fantastica. Sembrava di essere protagonisti di un quadro di Van Gogh!

    Grazie alla nostre maestre che ci hanno fatto visitare il Boschetto di Sant’Agostino. Grazie a loro abbiamo potuto vivere questa esperienza che ci ha fatto conoscere più da vicino il nostro territorio e in particolare le piante e la natura.”

     

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