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    L’esperienza a Montevitolo (cl. 4a F)

    Quest’anno, come argomento principale, stiamo approfondendo la conoscenza dell’olio. Per questo motivo, martedì 5 dicembre, ci siamo recati presso l’Azienda Agricola Montevitolo, lungo via vecchia Spinazzola, per osservare come si raccolgono le olive al tempo di oggi.

    All’arrivo in azienda ci ha accolto, con gentilezza e cortesia, il titolare, il sig. Alicino Leonardo, che ci ha spiegato che la sua proprietà, oltre a produrre olio, produce anche vino e ,in più, offre feste e cerimonie nella sala da ricevimento. All’inizio ci ha fatto notare che tutta la proprietà è delimitata da un muretto a secco che ha una doppia funzione: quella di delimitare i confini dell’azienda e quella di predisporre tane per piccoli animali. Mentre ci stava accompagnando verso i campi di ulivo, ci ha spiegato che le sue produzioni olearie e vinicole sono assolutamente biologiche perché non vengono utilizzati, per la coltivazione, prodotti chimici e inquinanti. Infatti la stessa vegetazione che cresce spontaneamente sotto gli alberi, viene raccolta e trasformata in concime per le piante. Arrivati nei campi abbiamo visto con meraviglia, come lavorano gli operai. Stavano infatti raccogliendo le olive con la tecnica della SCROLLATURA. Grazie a dei bracci meccanici, sorretti da un trattore, la pianta veniva fermata a livello del tronco o del ramo e veniva percossa in modo blando e contenuto in modo da favorire la caduta dei frutti, che cadevano su dei teli che erano stati posizionati sotto gli alberi in precedenza.

    Il ritorno è stato per noi un percorso sensoriale; il sig. Alicino ci ha fatto ammirare tutto il paesaggio della campagna, ma cosa più importante, ci ha fatto vedere, toccare e gustare un’oliva presa dall’albero: aveva un sapore aspro, amarognolo e leggermente piccante che ci ha lasciato la bocca un po’ aspra. Il suo colore era nero, tendente al violaceo. Il sig. Alicino ci ha consigliato di tenere ben a mente quelle sensazioni gustative perché le avremmo poi ritrovate durante la degustazione dell’olio.

    Il titolare dell’azienda ci ha offerto dopo dei prodotti preparati da loro, cioccolatini e panettone al cioccolato: che bontà! La nostra permanenza in azienda è terminata con la visita alle cantine vinicole dove abbiamo ammirato le enormi botti di legno di quercia americano e francese dove conservano il vino.

    Siamo saliti sul pullman e ci siamo diretti al frantoio, sempre accompagnati dal titolare. Appena giunti al frantoio il signor Alicino, la prima cosa che ci ha mostrato è stata la bilancia per pesare i sacchi di olive: una grande piastra quadrata di acciaio, ci ha fatti sistemare su, ha controllato il nostro peso totale: era di 720 chilogrammi! (in media pesiamo 36 Kg a testa). Dopo siamo entrati dentro: c’era un odore pungente e penetrante di olio, il pavimento era scivoloso e bisognava stare attenti a non cadere. I sacchi venivano poi svuotati in un’enorme vasca di metallo a forma di imbuto, che risucchiava le olive e le trasportava in una specie di lavatrice ad aria che separava i frutti dalle foglie e dai rametti. Le olive, così ripulite, venivano versate in un grande torchio con due macine di pietra che continuavano a girare. L’olio macinato in questo modo mantiene intatte le sue proprietà” ci ha spiegato il signor Alicino. Dal grande torchio, le olive macinate grossolanamente, passavano in vasche di acciaio dove, con delle pale, venivano impastate e lavorate meglio. Questa fase si chiama “gramolatura”. La pasta veniva poi aspirata, attraverso una pompa, in una centrifuga dove avveniva la separazione della parte solida (sansa) dalla parte liquida (olio): questa fase è chiamata appunto “separazione”. Il signor Ivo ci ha spiegato che la sansa viene usata come concime. L’ultima fase per ottenere l’olio è la “chiarificazione”: l’olio entrava in un grande contenitore dove veniva pulito dalle impurità e poi usciva da un tubicino per essere raccolto in appositi contenitori.

    Girando per il frantoio abbiamo provato una sensazione di fastidio per il rumore delle macine e per l’odore acuto e nauseabondo di olio, ma anche di curiosità per il lavoro del frantoiano che giudico molto interessante e impegnativo. Momento entusiasmante dell’esperienza è stato quando c’è stata la degustazione dell’olio. Il titolare ha fatto predisporre dei vassoi con del pane fresco a fette, ha raccolto con un’oliera l’olio che era stato da poco chiarificato e lo ha versato abbondantemente sul pane. Che bontà! Abbiamo ricordato i sapori che poco prima avevamo assaggiato mangiando l’oliva.

    Abbiamo provato gioia perché era la prima volta che visitavamo un frantoio e questa esperienza non la dimenticheremo mai.

     Gli alunni della quarta sez. F

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