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  • Pensiero convergente e divergente (1a A)

    Pensiero convergente e divergente (1a A)

    Come avvicinare i bambini alla letto-scrittura, alle abilità logiche, visuo-spaziali e organizzative? La metodologia ludiforme é la via maestra per poterlo fare, insieme al cooperative learning. A questo scopo sono stati strutturati dall’insegnante dei materiali ad hoc: cubi realizzati con rotoli vuoti di carta igienica su cui sono state scritte tutte le possibili sillabe dirette, tappi grandi di bottiglie con su scritte alcune sillabe inverse e dirette delle sole consonanti apprese sinora, stecchi per ghiaccioli colorati da associare a percorsi disegnati con gli stessi colori o semplici scritte, forme geometriche ritagliate da fogli di carta crepla. Sono state successivamente organizzate 4 isole e su ciascuna di esse i bambini avrebbero potuto svolgere attività differenti, più o meno strutturate, ma tutte ugualmente molto creative. I bambini della classe 1A sono stati poi introdotti alla conoscenza dei tavoli, dei materiali e delle attività che attraverso di essi avrebbero potuto svolgere. Sono poi stati divisi in 4 gruppi e ogni gruppo, a rotazione, ha potuto sperimentarsi nelle diverse attività:
    1. Inventare parole bisillabe, trisillabe o quadrisillabe con i cubi delle sillabe colorati.
    2. Inventare parole associando sillabe inverse e dirette con i tappi arancioni.
    3. Inventare oggetti, situazioni, paesaggi assemblando forme geometriche di diversi colori e grandezze.
    4. Replicare percorsi, schemi, scritte, gestalt percettive attraverso l’uso di bastoncini colorati.
    I bambini hanno accolto con grande entusiasmo l’idea di poter manipolare materiali diversi, di poter giocare insieme, di poter cambiare tavolo dopo un certo tempo dato di gioco. Hanno dovuto negoziare ruoli tra di loro (lo scrittore, il responsabile del materiale, e così via…), apprendere e condividere regole: la volontà egocentrica dei singoli ha dovuto cedere per un po’ il passo al “compito” di gruppo. Il tutto si é svolto sotto il vigile arbitraggio e supervisione dell’insegnante, nel rispetto delle visioni e delle iniziative più logiche o più divergenti dei bambini e in un’ottica di collaborazione, priva di competizione. È stato, quindi, per i bambini, un giocare per il puro piacere di farlo, un imparare senza rendersi conto di farlo… ma che ha lasciato una impronta indelebile nelle loro giovani menti.

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